lunedì 28 luglio 2008

I trapezisti


In volo.

“Afferrami.” Lei non lo dice ma è questo il senso.
E lui capisce. Aggrappati al trapezio, intorno il vuoto immenso.
Penzolano, oscillano, tra le mani il cemento.
“Non ti lascio.” Sussurra lui, l’eternità che diventa un momento.
Il circo che è la vita si trascina stancamente, teatrino d’illusioni, capriole, avvitamenti.
Privazioni e stenti.
“Devo lasciarti.” Senza scelta, è lo spettacolo che lo impone,
dita che scivolano, rumori nel tendone.

In picchiata.

“Ho sbagliato.”Lui si dispera ma ormai è tardi.
Lei precipita. A braccia tese, non restano che i loro sguardi.
Il pubblico annoiato ridacchia, presta attenzione.
“Perché?” È la domanda, il tormento, è l’ossessione.
Il circo che è la vita si trascina stancamente, sogni infranti, ricordi, sentimenti.
Lacrime e lamenti.
“Mi dispiace…” E neanche la rete attutisce il dolore,
di questa storia che è metafora dell’amore.

4 commenti:

  1. Molto bello.
    e metafora molto azzeccata.

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  2. Grazie :)
    Seguo sempre la tua storia,e visto che hai pubblicato il nono capitolo mi ci metto subito :p

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  3. Bello!
    Amo i racconti brevi, ma difficilmente ne trovo di interessanti. Questo è tra quelli che mi piacciono.
    In giro per il web ogni tanto si incontra qualcuno in gamba e non mi sorprende che a commentare sia H. che è tra i "bravi" (sempre a mio modesto parere). Tornerò...che non è una minaccia, ma piuttosto una promessa.

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