Umilmente, il meglio di un blog inutile.- L’Atalante (di Jean Vigo con Michale Simon, Dita Parlo, Jean Dastè; 1934)
Dirompente romanticismo. Poesia e amore d’altri tempi.
- Nodo alla gola (di Alfred Hitchcock con James Stewart, Farley Granger; 1948)
Praticamente un piano sequenza lungo un film. Geniale, come sempre, Hitchcock.
- Vertigo – La donna che visse due volte (di Alfred Hitchcock con James Stewart, Kim Novak; 1958)
Il capolavoro del maestro. Un must assoluto.
- Wavelength (di Michael Snow; 1967)
Cinema allo specchio.
- Segni di vita (di Werner Herzog con Peter Brogle, Wolfgang Reichmann; 1968)
Herzog alle origini.
- Anche i nani hanno cominciato da piccoli (di Werner Herzog; 1970)
Grottesca e agghiacciante metafora della nostra società.
- Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (di Elio Petri con Gian Maria Volonté, Florinda Bolkan; 1970)
Volonté è super. Il film anche.
- Eraserhead – La mente che cancella (di David Lynch con Jack Nance; 1977)
Il più famoso film weird di tutti i tempi. Visivamente “impattoso” come pochi altri.
- La ballata di Stroszek (di Werner Herzog con Bruno S., Eva Mattes; 1977)
La danza macabra di un uomo ai margini della società che non ha più sogni.
- Nel più alto dei cieli (di Silvano Agosti con Livio Barbo, Edy Biagetti; 1977)
Gemma italica di spropositata ferocia.
- Woyzeck (di Werner Herzog con Klaus Kinski, Eva Mattes; 1979)
"Gli uomini sono come degli abissi, ti gira la testa se provi a guardarci dentro."
- Threads (di Mick Jackson con Karen Meagher, Reece Dinsdale; 1984)
Ogni post-nuke deve fare i conti con questo film.
- Quando soffia il vento ( di Jimmy Murakami; 1986)
Bagnerà di lacrime il vostro cuore.
- Tetsuo, the Iron Man (di Shinya Tsukamoto con Tomorow Taguchi, Kei Fujiwara; 1989)
Un film così avanti che ancora adesso è difficile da capire.
- Benny’s Video (di Michael Haneke con Arno Frisch, Angela Winkler, Urlich Muhe; 1993)
La violenza suggerita di Haneke fa sempre male.
- Faust (di Jan Švankmajer con Petr Cepek; 1994)
Il Faust reinterpretato da Švankmajer. Spettacolo!
La storia del cinema contemporaneo passa da qui.
- Conspirators of Pleasure (di Jan Švankmajer con Petr Meissel, Gabriela Wilhelmova; 1996)
Il sesso come non lo avete mai visto.
- Totò che visse due volte (di Daniele Ciprì e Franco Maresco con Marcello Miranda, Salvatore Gattuso; 1998)
Tre storie grottesche per un film coraggioso intriso di attualità.
- Dancer in the Dark (di Lars von Trier con Björk, Catherine Deneuve; 2000)
Un von Trier che stringe alla gola come se fosse un cappio.
- Le armonie di Werckmeister (di Béla Tarr con Lars Rudolph, Peter Fitz; 2000)
La sintesi totale fra immagine, suono e significato.
- Little Otik (di Jan Švankmajer con Veronika Zilkova, Jan Hartl; 2000)
Una fiaba nera in puro stile Švankmajer. Visione obbligatoria.
- Address Unknown (di Kim Ki-duk con Ban Min-jung, Dong-Kun Jang; 2001)
Kim Ki-duk sa come fare male.
- Father and Daughter (di Michael Dudok de Wit; 2001)
Tutto, ma veramente tutto, dentro 8 minuti.
- Ichi the killer (di Takashi Miike con Tadanobu Asano, Nao Omori; 2001)
Il film di Miike più conosciuto in occidente. Fracassone ed estremo, una goduria per gli occhi.
- L'ultimo posto sulla Terra (di Artour Aristakisian con Anna Chernova, Vitaliy Khaev; 2001)
L'amore non ci salverà.
- Japón (di Carlos Reygadas con Alejandro Ferretis, Magdalena Flores; 2002)
Un film immenso.
- Magdalene (di Peter Mullan con Eileen Walsh, Geraldine McEwan; 2002)
Un intenso spaccato dell’Irlanda religiosa del passato.
- Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (di Kim Ki-duk con Oh Yeong-su, Kim Ki-duk; 2003)
Il regista coreano è un poeta dell'immagine, e questo film ne è la conferma.
- Dogville (di Lars von Trier con Nicole Kidman, Harriet Andersson, Paul Bettany; 2003)
Se prendi a calci un cane, chi è la bestia? Tu, o lui?
- Memories of Murder (di Bong Joon-ho con Song Kang-ho; 2003)
La Corea del Sud è la seconda patria di ogni cinefilo che si rispetti.
- Ferro 3 - La casa vuota (di Kim Ki-Duk con Hee Jae, Seoung-yeon Lee; 2004)
Un grande capolavoro silenzioso.
- Tropical Malady (di Apichatpong Weerasethakul con Banlop Lomno, Sakda Kaewbuadeei; 2004)
Una prima parte sorniona bilanciata da un secondo tempo monumentale.
- Il gusto dell'anguria (di Tsai Ming-liang con Lee Kang-sheng; 2005)
Il finale lascia ferite profonde dentro di noi.
- Il vento fa il suo giro (di Giorgio Diritti con Thierry Toscan, Alessandra Agosti; 2005)
Un film italiano che ha tanto da dire. Ascoltatelo.
- L'arco (di Kim Ki-duk con Han Yeo-reum, Jeon Sung-hwan; 2005)
Delicato come il suono di un violino immaginario.
- I Don't Want to Sleep Alone (di Tsai Ming-liang con Lee Kang-sheng; 2006)
La solitudine, l'amore, l'apocalisse.
- INLAND EMPIRE – L’impero della mente (di David Lynch con Laura Dern, Jeremy Irons, Justin Theroux; 2006)
Una struttura complessa per un’idea semplice. Gigantesco capolavoro.
- The Fall (di Tarsem con Catinca Untaru, Lee Pace, Justine Waddell; 2006)
Quando basta l'estetica.
- Pingpong (di Matthias Luthardt con Sebastian Urzendowsky; Marion Mitterhammer; 2006)
Un altro pezzettino del nostro mondo che si sgretola.
- Daisy Diamond (di Simon Staho con Noomi Rapace; 2007)
Piccoli von Trier crescono.
- Import/Export (di Ulrich Seidl con Ekateryna Rak, Paul Hofmann; 2007)
Acidissimo ritratto della nostra società. Seidl è (quasi) un grande.
- Ploy (di Pen-Ek Ratanaruang con Lalita Panyopas, Ananda Everingham; 2007)
A Kubrick sarebbe piaciuto molto.
- PVC-1 (di Spiros Stathoulopoulos con Hugo Pereira, Alberto Sornoza; 2007)
Qui non si tratta di vedere un film ma di viverlo.
- Love Exposure (di Sion Sono con Takahiro Nishijima, Sakura Andô; 2008)
Sintesi e oltre. Più Sono di così non si può.
- Wall•E (di Andrew Stanton; 2008)
Se pensate che questo lungometraggio della Pixar sia roba per bambini vi sbagliate di grosso.
- L'ultimo posto sulla Terra (di Artour Aristakisian con Anna Chernova, Vitaliy Khaev; 2001)
L'amore non ci salverà.
- Japón (di Carlos Reygadas con Alejandro Ferretis, Magdalena Flores; 2002)
Un film immenso.
- Magdalene (di Peter Mullan con Eileen Walsh, Geraldine McEwan; 2002)
Un intenso spaccato dell’Irlanda religiosa del passato.
- Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (di Kim Ki-duk con Oh Yeong-su, Kim Ki-duk; 2003)
Il regista coreano è un poeta dell'immagine, e questo film ne è la conferma.
- Dogville (di Lars von Trier con Nicole Kidman, Harriet Andersson, Paul Bettany; 2003)
Se prendi a calci un cane, chi è la bestia? Tu, o lui?
- Memories of Murder (di Bong Joon-ho con Song Kang-ho; 2003)
La Corea del Sud è la seconda patria di ogni cinefilo che si rispetti.
- Ferro 3 - La casa vuota (di Kim Ki-Duk con Hee Jae, Seoung-yeon Lee; 2004)
Un grande capolavoro silenzioso.
- Tropical Malady (di Apichatpong Weerasethakul con Banlop Lomno, Sakda Kaewbuadeei; 2004)
Una prima parte sorniona bilanciata da un secondo tempo monumentale.
- Il gusto dell'anguria (di Tsai Ming-liang con Lee Kang-sheng; 2005)
Il finale lascia ferite profonde dentro di noi.
- Il vento fa il suo giro (di Giorgio Diritti con Thierry Toscan, Alessandra Agosti; 2005)
Un film italiano che ha tanto da dire. Ascoltatelo.
- L'arco (di Kim Ki-duk con Han Yeo-reum, Jeon Sung-hwan; 2005)
Delicato come il suono di un violino immaginario.
- I Don't Want to Sleep Alone (di Tsai Ming-liang con Lee Kang-sheng; 2006)
La solitudine, l'amore, l'apocalisse.
- INLAND EMPIRE – L’impero della mente (di David Lynch con Laura Dern, Jeremy Irons, Justin Theroux; 2006)
Una struttura complessa per un’idea semplice. Gigantesco capolavoro.
- Taxidermia (di György Pálfi con Csaba Czene, Marc Bischoff; 2006)
Ci sono film superiori a questo nel blog, ma Taxidermia ne incarna perfettamente lo spirito.
Ci sono film superiori a questo nel blog, ma Taxidermia ne incarna perfettamente lo spirito.
- The Fall (di Tarsem con Catinca Untaru, Lee Pace, Justine Waddell; 2006)
Quando basta l'estetica.
- Pingpong (di Matthias Luthardt con Sebastian Urzendowsky; Marion Mitterhammer; 2006)
Un altro pezzettino del nostro mondo che si sgretola.
- Daisy Diamond (di Simon Staho con Noomi Rapace; 2007)
Piccoli von Trier crescono.
- Import/Export (di Ulrich Seidl con Ekateryna Rak, Paul Hofmann; 2007)
Acidissimo ritratto della nostra società. Seidl è (quasi) un grande.
- Ploy (di Pen-Ek Ratanaruang con Lalita Panyopas, Ananda Everingham; 2007)
A Kubrick sarebbe piaciuto molto.
- PVC-1 (di Spiros Stathoulopoulos con Hugo Pereira, Alberto Sornoza; 2007)
Qui non si tratta di vedere un film ma di viverlo.
- Love Exposure (di Sion Sono con Takahiro Nishijima, Sakura Andô; 2008)
Sintesi e oltre. Più Sono di così non si può.
- Wall•E (di Andrew Stanton; 2008)
Se pensate che questo lungometraggio della Pixar sia roba per bambini vi sbagliate di grosso.
- Antichrist (di Lars von Trier con Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg; 2009)
Quando un regista non fa un film, ma è il film che fa.
- Dogtooth (di Yorgos Lanthimos con Chirstos Stergioglou, Michele Valley; 2009)
LA metafora sul dispotismo è pronta e servita.
- Ne change rien (di Pedro Costa con Jeanne Balibar; 2009)
Un film da guardare col terzo orecchio.
- The Temptation of St. Tony (di Veiko Õunpuu con Taavi Eelmaa; 2009)
L'accecante bellezza del Cinema.
- Bibliothèque Pascal (di Szabolcs Haidu con Orsolya Török-Illyés, Andy Vasluianu; 2010)
Il cinema è (un) sogno.
- Le quattro volte (di Michelangelo Frammartino; 2010)
Un film che aiuta a conoscerti.
- Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti (di Apichatpong Weerasethakul con Thanapat Saisaymar, Jenjira Pongpas; 2010)
Cinema che libera.
- Naufragio (di Pedro Aguilera con Solo Touré, Kandido Uranga; 2010)
Il mistero dell'Uomo.
- Hors Satan (di Bruno Dumont con David Dewaele, Alexandra Lemâtre; 2011)
Il cinema fa miracoli.
- Michael (di Markus Schleinzer con Michael Fuith, David Rauchenberger; 2011)
... perché?
- Il cavallo di Torino (di Béla Tarr con János Derzsi, Erika Bók; 2011)
Il capitolo conclusivo di un'epoca. La nostra.
- Holy Motors (di Leos Carax con Denis Lavant, Eva Mendes; 2012)
Carax, Carax e ancora Carax.
- Post Tenebras Lux (di Carlos Reygadas con Adolfo Jiménez Castro, Nathalia Acevedo; 2012)
Il Male è qui. O forse no.
- Tabu (di Miguel Gomes con Teresa Madruga, Ana Moreira; 2012)
Il cinema è ricordo e raccordo della vita.
Quando un regista non fa un film, ma è il film che fa.
- Dogtooth (di Yorgos Lanthimos con Chirstos Stergioglou, Michele Valley; 2009)
LA metafora sul dispotismo è pronta e servita.
- Ne change rien (di Pedro Costa con Jeanne Balibar; 2009)
Un film da guardare col terzo orecchio.
- The Temptation of St. Tony (di Veiko Õunpuu con Taavi Eelmaa; 2009)
L'accecante bellezza del Cinema.
- Bibliothèque Pascal (di Szabolcs Haidu con Orsolya Török-Illyés, Andy Vasluianu; 2010)
Il cinema è (un) sogno.
- Le quattro volte (di Michelangelo Frammartino; 2010)
Un film che aiuta a conoscerti.
- Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti (di Apichatpong Weerasethakul con Thanapat Saisaymar, Jenjira Pongpas; 2010)
Cinema che libera.
- Naufragio (di Pedro Aguilera con Solo Touré, Kandido Uranga; 2010)
Il mistero dell'Uomo.
- Hors Satan (di Bruno Dumont con David Dewaele, Alexandra Lemâtre; 2011)
Il cinema fa miracoli.
- Michael (di Markus Schleinzer con Michael Fuith, David Rauchenberger; 2011)
... perché?
- Il cavallo di Torino (di Béla Tarr con János Derzsi, Erika Bók; 2011)
Il capitolo conclusivo di un'epoca. La nostra.
- Holy Motors (di Leos Carax con Denis Lavant, Eva Mendes; 2012)
Carax, Carax e ancora Carax.
- Post Tenebras Lux (di Carlos Reygadas con Adolfo Jiménez Castro, Nathalia Acevedo; 2012)
Il Male è qui. O forse no.
- Tabu (di Miguel Gomes con Teresa Madruga, Ana Moreira; 2012)
Il cinema è ricordo e raccordo della vita.

molte tue scelte le condivido...contento di averti scoperto ora! A presto e lunga vita ai blogs!
RispondiEliminaEvvai! ;)
RispondiEliminaSono arrivato qui cercando notizie su Battaglia nel Cielo di Reygadas. Che a me è piaciuto e a te no.
RispondiEliminaCuriosando noto che non hai dedicato nemmeno un post a Marco Bellocchio. Poi scopro che Dancer in the dark ti è piaciuto, e allora mi torna, praticamente, tutto.
Io Lars von trier lo odio. Tipo così: http://www.lostinmovies.it/index.php?option=com_content&view=article&id=1896:lars-von-trier-come-credersi-un-genio&catid=22:speciali&Itemid=93
E Bellocchio invece lo adoro, da Vincere su su risalendo fino a I pugni in tasca, passando per La Condanna e Diavolo in corpo (ripensandoci... c'è un nesso con Reygadas? ihih...).
Beh insomma, te ne infischierai francamente. Ma volevo dirlo.
Ciao, buon anno, comunque.
Franacamente me ne infischio. No scherzo, mi fa piacere il tuo intervento, ma su Bellocchio non posso ribattere perché non ho mai visto un suo film. Checci vuoi fare, ognuno ha i suoi scheletri nell'armadio.
RispondiEliminaNon credere che io sia una groupie di LVT, se leggi ciò che ho scritto fino a Dancer in the Dark te ne renderai conto. Però oh, m'è piaciuto.
Battaglia nel cielo proprio no. Tra l'altro l'ho già rimosso, l'unica cosa che rimembro è una panoramica a 360 gradi inconsueta e per questo gradita.
Buone cose anche a te, e torna mi raccomando, che tra un po' devo vedermi Le cinque variazioni di Von Trier e mi sa che ci sarà da ridere.
hai aggiunto tanti bellissime film non avevo notato.
RispondiEliminaComunque io amo Lars Von Trier e mi piace pure Marco Bellocchio, quindi quel "tutto mi torna" che dice anonimo non lo capisco proprio.
Comunque la tizia che ha scritto quell'articolo non ha capito nulla del suo cinema, è un vero peccato. E oltretutto è abbastanza disinforamta, non capisco come facciano a far parte di redazioni cinematografiche persone che prima di parlare di un autore non guardano i backstage e non leggono il vero senso delle interviste. Vabbè..
Sì ne ho aggiunti ma mi accorgo solo ora di non aver messo L'arco, AAAAARGHHH, che dimenticanza. Rimedio subito. Ah non ricordavo più quella recensione, rileggendola dopo averlo visto non può che trovarmi in disaccordo.
RispondiEliminacarissimo, ti rompo qua, non so come scriverti per email, poi cancella il messaggio... mi manderesti a robydick@gmail.com i sottotitoli di satantango? grazie mille :)
RispondiEliminae come mai NON ci sono i meravigliosi
RispondiElimina"Il bacio della donna ragno"
e "Shine"..?
ah si, e poi.. i meravigliosi
RispondiElimina"Stalker" e "Angeli sopra Berlino"..?
si va bè, alla fine forse sono troppi...
Se mancano non è perché non meritano di essere qui, ma per una ragione più semplice: non li ho visti.
RispondiEliminaGrazie mille per avermi messo nel premio dardos o come si chiama. Grazie ancora!
Complimenti per la lista. Credo di averne visti circa la metà e concordo su tutto.
RispondiEliminaMa...Diary of the Dead... proprio?
Vedo che come me sei un grande amante del cinema coreano.Come fa a mancare Old Boy?
Sono molto legato anche al tuo nick sia per il film che feci arrivare dalla Corea! via Ebay, sia perchè è uno dei pochi grandi film dell'anno della mia nascita, 1977.
Ci sentiamo.
Ciao! Diary of the Dead proprio. :)
RispondiEliminaNe ho lette di cose brutte a proposito, chettipossodì, mi piace Romero e in più subisco un fascino tremendo dalla combo zombie+ambientazione semi-apocalittica, è proprio un feticismo verso la categoria. Devo ancora vedere l'ultimo, però.
Oldboy manca qui sul blog perché non ne ho mai avuto il coraggio di parlarne, ma l'ho visto, l'ho amato alla follia, e lo amo tuttora. Prima o poi (ma questo lo dico da un bel po') dovrò affilare le dita e buttare giù cosa ne penso, ovviamente cose bellissime.
Questo comporta che anche io sono inevitabilmente legato al tuo di nick. :)
Ci sentiamo, con piacere.
Beh, anch'io sono un grande amante della categoria sopracitata, ma il declino di Romero è evidente e non riesco a salvarlo solo in quanto Romero. Se non l'hai visto ti consiglio a tal proposito Dead Set (recensito da poco). L'ho trovato come una boccata d'aria incredibile nell'abusato ma un pò stantio zombie world.
RispondiEliminaDa che film è tratta l'immagine "di copertina"?
Ultima cosa, di Miike ho preferito Visitor Q a Ichi the killer, per me troppo grottesco. Non che il primo non lo sia ma pur nella sua perversione e assurdità è paradossalmente e incredibilemnte in qualche modo legato alla realtà. Ciao!
Sì, no, è che ci sono due fattori che vanno considerati: il primo riguarda il tempo, quello trascorso soprattutto. Quando ho visto Diary avevo quel centinaio e forse più di film in meno sul groppone e di conseguenza ero meno "formato" cinematograficamente, perciò se lo rivedessi ora potrebbe venirmi l'urticaria, o magari, perché no, potrei apprezzarlo ancora di più. L'altro fattore è la soggettività, per fortuna il cinema non è una scienza esatta e nessuno ha la verità in tasca, ci sono punti di vista: tu dici che Romero è in declino io dico che è ancora il migliore a maneggiare i morti viventi. :)
RispondiEliminaCiò non toglie che anche altri possano fare ottimi lavori sull'argomento, e Dead Set ne è un esempio.
Su Miike non sono molto ferrato, in rapporto alla sua sterminata produzione ho visto pochissimo, quelli che citi mi sono piaciuti entrambi, forse ho messo qui solo Ichi perché l'ho visto tanto tempo (aridanghete) fa quando ero ancora facilmente suscettibile...
L'immagine di copertina è tratta dal cortometraggio Adoration di Olivier Smolders.
Ottima idea, questo post. Molte convergenze e molti spunti. Grazie
RispondiEliminaGrazie a te!
RispondiEliminaIn questa lista compaiono Lynch, Von Trier e Cronenberg, e tanto mi basta ;-)
RispondiEliminaComplimenti per i tuoi gusti cinematografici.
Premetto che mi rendo conto che è impossibile citare tutti i TROPPI film capolavoro quindi ovvio fare una lista personale.
RispondiEliminaAmo molto il genere "zombesco" e simili, e anche quello post-apocalittico ("Mad Max" forse ci stava...). Quindi quando i due generi si fondono per me è una pacchia, in teoria.. A mio parere "Diary Of The Dead" non è affatto male, certamente superiore a "La Terra dei Morti Viventi" e a "Survival Of The Dead": questi due film sono davvero noiosi, anche per un fan come me... Di Romero continuo a preferire di gran lunga "La notte dei morti viventi", "Zombi" e "Il giorno degli zombi"... I classici insomma.
Bellocchio non mi piace: "Buongiorno, notte" mi ha fatto rabbia da quanto è artificioso e forzatamente smielato...
Per me è un regista davvero di scarso valore... Ma come si diceva giustamente, il cinema non è una scienza esatta e per fortuna ognuno si tiene i propri gusti...
Ciao.
Fede
Ciao Fede il tuo intervento non sarà mai letto dall'Anonimo lassù in cima e quindi non potrà esserci risposta. Il brutto dei blog è anche questo. Per fortuna ci sono i possessori dei suddetti blog che leggono tutto ciò che vi viene scritto. Grazie e torna presto!!
RispondiEliminaEraserhead hai mai visto qualcosa di Minoru Kawasaki?
RispondiEliminaNon so chi sia :D
RispondiEliminaEre, manca Satantango in lista Capolavori.
RispondiEliminaGiovanni
Sì che c'è! Qui è tra Faust e Conspirators of Pleasure. Mentre l'etichetta è ben ben appiccicata :D
RispondiEliminaTra l'altro ora che rileggo la lista mi sa che qualcosa devo modificare, ci sono film che non meritano di stare qua...
Scusami, li leggevo uno ad uno senza il Search e deve essermi sfuggito. Visto oggi, con due pause. Un apice irragiungibile, ineguagliabile, indicibile.
RispondiEliminaLeva la Promessa dell'assassino.
Gio
Ma sai che... lo levo eccome? Non tanto per il film in sé che manco ricordo, ma per l'inutile quanto piatto A Dangerous Method. C'entra un cazzo lo so, ma ancora adesso mi chiedo il perché di un film del genere, e allora a Cronenberg gliela faccio pagare così. Ecco.
RispondiEliminaSono contento che anche tu sia entrato nel club di Tarr, il suo è un cinema che va salvaGuardato perché in via d'estinzione, esemplare rarissimo e mastodontico di artistica capillarità.
Avevo già visto le Armonie, film immenso, ma Satantango è proprio un altro mondo, un'altra dimensione della profondità, l'uomo fatto film. L'unico film ad emozionarmi così è stato Antichrist.
RispondiEliminaComunque in lista manca La montagna sacra. provvediamo? :) è un capolavoro assoluto, roba da storia del cinema.
(e poi appena ti va bisogna recensire Tarkowskij, Sokurov e Refn :) )
La montagna sacra è un gran bel film, solo che mi vergogno un po' a metterlo qua per quello ci ho scritto: praticamente niente (e sicuramente male)! Avevo aperto il blog da poco, e non sapevo dove sarei andato a finire, cosa che non so nemmeno ora, comunque.
RispondiEliminaEeeh lo so nei confronti dei 2 russi ho un timore reverenziale, visioni impegnative ma immagino magnifiche. Praticamente sono i miei 2 registi preferiti anche se di loro non ho visto ancora nulla. Li metto nei buoni propositi per il 2012.
Refn, invece, visto il recente successo, lo lascio ad altri visto che è scoppiata la moda. Magari lo vedrò senza scriverci sopra.
Se ti ricordi in tempi non sospetti ti consigliai Valhallah rising di Refn :) Comunque di Sokurov ho visto la trilogia del male (moloch, telets e solsne) e di Tarkowskij Stalker. Tutta roba che va messa in lista al più presto. Capolavori fuori dal mondo. La recensione della Montagna sacra è giovanile :P però mettilo lo stesso, che t'importa, l'importante è il punto di riferimento della lista per lettori che vogliano pescare nel mucchio. Visitor Q pure!
RispondiEliminaGiovanni
Mi ricordo mi ricordo, alla fine scelsi Cavallone però :D
RispondiEliminaSe dici così mi fai venire l'acquolina in bocca! Nel 2012 vorrei avvicinarmi a Tarkovsky, e poi, se il mondo non finirà, anche a Sokurov, ci vuole pazienza e soprattutto tempo. Spero di averne abbastanza.
La montagna sacra sarebbe da rivedere insieme ad altro di Jodo per poi riscrivere meglio, ma ci vorrebbe una quantità sufficiente dei due elementi citati sopra.
Questa lista è in continuo aggiornamento, tutti i film qui presenti sono in ballo, la loro entrata o meno dipende solo da come mi sveglio al mattino. :D
Ciao! Cercavo se avevi scritto del Faust di Sokurov perchè è immenso e volevo leggerne da te, anche in relazione a quel che dici di Tarr. E invece il russo non lo trovo, ma trovo questa distesa di gemme, a cominciare da L'atalante. Che bel percorso! Per conto mio, manca Pasolini, qualcosa di Godard, qualche super-pop come Bastardi senza gloria, e tutta l'animazione (eccetto Svankmajer che proprio animazione non è), ovviamente Miyazaki in cima a tutto, ma con varie meraviglie sparse fra colori e continenti...Sui commenti a Cronenberg non sono d'accordo, cioè, lo sono se al posto de la Promessa dell'assassino ci metti il gigantesco A history of violence. A me è piaciuto molto (ne avevo scritto) anche il film sull'incontro/scontro tra Jung e Freud, perchè parla di un "centro di attrazione" di tematiche di quel tempo, e del nostro, fortissimo, e Cronenberg fa un lavoro da paura, non sbaglia un colpo a livello di testo e di regia. Restiamo in attesa di Cosmopolis, ma io so già che con un testo così in mano al canadese, non ci sono cazzi che terranno!
EliminaCiao mg ti rispondo con piacere!
RispondiEliminaFaust l'ho visto al cinema, ma essendo il mio primo Sokurov non me la sono sentita di scriverci qualcosa sopra. Sul confronto con Turin ne abbiamo parlato con gli altri lettori nel post di Tarr, per come la penso io vince l'ungherese, e di molto. Ma riconosco i pregi anche del russo, per carità.
Le mancanze che tu citi (tipo Tarantino e Pasolini) mancano qui ma non nei miei occhi perché li hanno visti, solo che è un po' il discorso di prima, certe volte non mi sento abbastanza preparato e piuttosto di scrivere sciocchezze taccio.
Su Godard e Myazaki devo studiare invece.
Su Cron. resto della mia posizione, il suo ultimo film non l'ho proprio digerito. Ma visto il passato ha un discreto credito nei miei confronti e penso che gli darò un'altra chance.
Non ho capito se A History ti è piaciuto o meno, io per quel che ricordo cosìcosà.
A History è uno dei film che ho maggiormente apprezzato degli ultimi anni. Un quasi capolavoro, per me, direi!
EliminaIo devo ancora vedere Tarr (ma da dove mi consigli di cominciare? forse telo avevo già chiesto eh...a turin horse nn riesco a scaricarlo, comunque), ma il secondo film di Sokurov mi ha folgorato, mi rende felice per lo stato di salute del cinema, non mi aspettavo, cioè, qualcosa di così potente, nuovo, forte.
PS Manca anche Kitano e, se posso permettermi, rispetto ad alcuni commenti, accostare Valhalla Rising a Sokurov è come scoreggiare sul caviale ;-)
pps Dio deve avermi punito perchè mentre scrivo queste cattiverie, è arrivata una scossa di terremoto. Uhhhh.
Io ti direi di cominciare da Werckmeister (domani pomeriggio ti mando una mail dove poterlo rintracciare), e poi vedi tu: se ti è piaciuto vanno bene tutti gli altri (che poi sono pochi anche se Satantango vale per 4), altrimenti amen.
RispondiEliminaQualche film di Kitano l'ho visto (Dolls, Brother, Zatoichi), ma ho preferito dedicarmi ad altri orientali, magari meno conosciuti.
L'accostamento Valhalla-Sokurov non è un confronto ma pura casualità, Giovanni mi aveva consigliato il film di Refn tempo fa e poi si è finiti a parlare del russo, il cinema è bello anche per questo. :)
pps: spero tutto bene!!
ehm... non trovo più la tua mail, scrivimi tu se vuoi!
EliminaOk, ti scrivo io, al solito grazie per la disponibilità. Mi permetto di insistere su Kitano, però, perchè alcuni suoi film meritano, e molto. Secondo me hai visto titoli non del tutto significativi partendo dall'eco della fine (Dolls) del Kitano più grande. Contraccambiando, pur se non richiesto ;-P, ti suggerirei allora di partire senza indugio da The boiling point e/o Violent Cop, cazzeggiare dove ti pare, e poi arrivare ad Hana-Bi.
EliminaGrazie per i suggerimenti che terrò bene a mente. Non ho mai approfondito Kitano perché essendo uno dei registi giapponesi più "conosciuti" in occidente ho preferito dedicarmi ad altro di meno allo scoperto. L'intenzione è quella di affrontarlo prima o poi, lui e Koreeda.
RispondiEliminaCercavo una degna recensione di Kynodontas (Lanthimos) e così ho trovato il tuo blog. Complimenti per il gusto e lo stile. Questa lista è una vera scoperta, non vedo l'ora di colmare certe lacune..!
RispondiEliminaSei il benvenuto ;)
RispondiEliminami interessa davvero tanto il tuo parere su post mortem di pablo larrain..lo hai visto?
RispondiEliminaottima lista cmq oggi vedrò il film di Ounpuu..grande popolo gli Estoni!
Mi spiace ma Larrain mi manca completamente, tenterò di rimediare.
RispondiEliminaBuona visione per oggi, St. Tony è un film folgorante!
su st.tony avevi davvero ragione. mi ha folgorato! me lo rivedrò fra un paio di giorni..per ora ho in testa un paio di scene che si ripetono in loop in testa..spettacolare!
RispondiEliminap.s. tranne il significato dell'aragosta ho capito tutto..
Visto che meraviglia? Beato te che ci hai capito tutto, io a fine visione ero tipo con gli occhi spalancati e la bocca a O... :D
RispondiEliminap.s. non ricordo nessuna aragosta io!
blog ben 'parlato'...complimenti Mente!
RispondiElimina