martedì 27 settembre 2016

El auge del humano

Si era potuto intendere guardando Pude ver un puma (2011) che Eduardo Williams fosse uno di talento, e adesso che dopo una manciata di corti è finalmente arrivato il lungometraggio di debutto la supposizione è diventata piena conferma perché El auge del humano (2016) è un film che si configura come unico, e non tanto nel metodo perché si tratta di un cinema del reale con annessi pedinamenti/stalkeraggi nei confronti degli esseri umani in scena che all’incirca abbiamo già visto (basta rimanere in Argentina: Leones, 2012), quanto nella concertazione complessiva che, come puntualmente sanno fare i grandi film, continua a macerare anche dopo l’alienante sequenza di “ok”, e attraverso uno sguardo di insieme il più oggettivo possibile quella che si apre dinnanzi a noi è una grandezza che stona, un jet lag da cui non è così facile riprendersi poiché qui, semplicemente, si viaggia, e non per farla semplice, davvero: Williams ha creato un’opera errabonda che rimpalla in tre continenti diversi, che si immerge a mo’ di sub in tre culture diverse, che le spia, le assorbe e le espelle, ma la cosa quasi clamorosa è che la triplice divergente veduta alla fine risulta più convergente di quanto appaia in superficie, questa credo sia la possibile chiave per comprendere il film, o almeno provare a farlo: in El auge del humano si racconta di un tragitto vorticoso che ha una latenza di immobilità e sollevato il coperchio dentro vi ritroviamo null’altro che il nostro mondo.

È sempre bello, e in un certo modo confortante, sapere che esistono giovani cineasti capaci di tratteggiare un cinema inevitabilmente “piccolo” ma dalla gittata potenzialmente universale, e Williams non può certo nascondersi, la sua opera prima mira in alto, mira alla comprensione della modernità come fenomeno di iper-connesione: d’ovunque (dalle strade polverose del Mozambico alle giungle filippine) si è connessi, allacciati ad altre persone profondamente uguali tra loro. El auge del humano racconta perciò dell’unica globalizzazione che si è realmente compiuta negli ultimi vent’anni, quella informatica, mostrandone però le sue pericolose derive perché, va sottolineato, il film propaga tossine rattristanti e deprimenti, tanto che nelle prime due porzioni aleggia un processo di disumanizzazione a cui è scomodo assistere, e non si tratta solo del vendere sesso in una videochat gay, quanto nella bravura del regista nel carpire lo status disorientato di una gioventù apolide che ozia e va a zonzo e che sembra riporre ogni speranza verso la tecnologia e quegli oggetti che ci tengono “al sicuro”, che ci tengono on line. Non è un caso che il film si chiuda in modo freddo e distaccato su una catena di montaggio che produce dispositivi hi-tech, l’illusorio apice dell’umano sta lì, nella finta sicurezza di poter racchiudere il mondo dentro una scatoletta di plastica e circuiti.

Il Link è la sostanza che accomuna tutto ciò che si vede ne El auge del humano ed anche di ciò che lo costituisce, illuminante a tal proposito il passaggio dal Sud America all’Africa che avviene attraverso la trasformazione di una web-cam in videocamera al quale si subordina l’effettiva mutazione dal 16 mm al digitale, da applausi scroscianti, invece, il collegamento tra l’Africa e l’Asia dove la penetrazione di un formicaio, riduzione in scala di una realtà tutta cunicoli e budelli, si avvale del superamento del razionale per certificare la gigantesca dimensione ipertestuale che segna la contemporaneità, ed il film infatti è aldilà di ogni interpretazione la scentrata trasposizione dell’ipertesto ante litteram: la realtà.

Grazie mille a Dries senza il quale non avrei visto nulla di quanto appena descritto.

7 commenti:

  1. Vabe, così mi fai commuovere *_*

    Anyway, recensione esemplare :

    ''si apre dinnanzi a noi è una grandezza che stona, un jet lag da cui non è così facile riprendersi''

    Con solo questa frase hai fatto sfigurare tutta la mia recensione xD

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    1. Scusa, potresti passare il film anche a me ché non lo trovo da nessuna parte?
      Grazie mille in anticipo

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    2. No, l'ho avuto in via del tutto confidenziale dalla produzione stessa , per ereserhead ho fatto un eccezione perchè lo seguo da anni

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  2. in realtà chi sfigura sono io perché non so neanche scrivere "dinanzi" :), ad ogni modo spero che questo film possa al più presto diventare scaricabile, c'è proprio bisogno di ulteriori sguardi.

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  3. Mo son riuscito a mettere le mani su un altro filmone che non ti svelo ancora...entro lunedi ne scrivo e ti fregherai le mani, sicuro :)

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  4. Per sr0vtk: porta un po' di pazienza, arriverà.

    Per Dries: così non vale, mi metti in subbuglio le papille gustative!

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    1. passa a trovarmi....il dado è tratto :)

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