domenica 3 febbraio 2008

Carne

Lame di luce filtravano dalla tapparella abbassata, l’afa di agosto si faceva sentire sulla pelle sudata di Marcus. Nel sacchetto c’era tutto l’occorrente: due grosse bistecche di soccoscio di manzo belle polpose, ago e filo.
Con pazienza certosina iniziò a cucire i due pezzi di carne in modo da lasciare una cavità all’interno, un po’ come se fosse un grosso involtino, e Marcus era bravo in questo, la mami glielo aveva insegnato. Il foro che aveva creato era abbastanza largo da farci passare tre dita, ma forse non era sufficientemente lungo. Fece una prova…no non lo era, doveva creare una barriera in modo che il “ripieno” non sbucasse dall’altra parte. Prima provò con dello scotch, ma quella sensazione appiccicaticcia era fastidiosa, poi tentò di incastrare nell’altra estremità del foro della pasta fresca che era avanzata a pranzo, fece un’altra prova…non andava bene, ad ogni colpo la pasta schizzava fuori come un proiettile.
Seduto sulla sedia della cucina, con la sua opera incompiuta sul tavolo, cercava di ragionare, anche se la sua mente era oppressa dal caldo e dal desiderio.
L’unica soluzione era di cucire dell’altra carne per tappare il buco, rovistò prima nel freezer e poi nel pozzetto in cantina, non c’era neanche una misera fettina di filetto.
Ma non si diede per vinto, si accorse che nella casa c’era una grossa riserva di carne: lui stesso.
Si calò i pantaloni e con la punta di un laredo bowie in acciaio del papi, tracciò il perimetro di un rettangolo sul suo interno coscia, poi affondò la punta del coltello nella ciccia arrivando a sfiorare gli adduttori, seguendo con precisione il rettangolo che aveva tracciato in precedenza ottenne un brandello di carne sufficientemente grande per tappare il buco.
Con il sangue che gli scivolava copiosamente lungo la gamba, giù, fino al piede, cucì il suo pezzo di coscia con le due bistecche. Ora andava bene.
Si smanettò giusto il tempo per farselo venir bello duro, e infilò il suo cazzo dentro all’involtino, mentre si muoveva avanti e indietro sopra di esso pensava che aveva avuto una buona idea a cucire un pezzo di carne sul fondo, ogni volta che tirava un colpo gli sembrava di sentire l’utero di una donna.
Quando i genitori tornarono dal lavoro, Marcus li avvisò subito: ”Mami, papi, stasera ho preparato io la cena.”
“E cosa hai preparato caro?”
“Involtini.”

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