mercoledì 5 novembre 2008

L'Uno per l'Altra - Reset? (prima parte)


Riassunto: Ormai le vite di Uno e di Altra sono separate, da questo momento in poi ognuno sembra prendere una propria strada.

La vita può ricominciare da un’insegna al neon verde fluorescente.
“La K si è staccata.” Disse quello che probabilmente era il proprietario della bettola appoggiato all’uscio.
“Mc Kittrick…” Scandì Uno con ancora la valigia in mano.
“Non chiedermi che cazzo voglia dire, questo cesso l’ ho ereditato da mio padre, se vuoi una camera vedi di deciderti presto perché tra poco inizia Happy Days e non ci sono più per nessuno.” Tirò un rutto e proseguì: ”Qui non ci sono regole, se vuoi sbatterti qualche puttanella puoi farlo, se spacci o fai uso di droghe puoi farlo, se sei ricercato dalla polizia io posso coprirti, ovviamente solo se sganci qualche verdone, se...”
“Va bene ho capito, prendo una camera singola.” Fece Uno avanzando di due passi in direzione dell’entrata.
“ALT!” Il palmo calloso del proprietario gli sfiorò la faccia: ”Non farai mica lo sbirro te?” Uno stuzzicadenti apparve all’angolo destro delle sue labbra circondate da una barba vecchia di qualche giorno.
“No, sono una persona normale.”
“Bene bene, prego entra pure!” Alzò il braccio per accompagnarlo dentro, rivelando un buco nella maglia di cotone in corrispondenza dell’ascella.
La hall era costituita da due poltrone verdi impolverate, un bancone giallognolo e una vecchia tv portatile a pile.
Il proprietario con uno slancio inaspettato si posizionò dietro al bancone e gettandosi alle spalle un giornaletto porno schiaffò sopra di esso il registro delle firme: “Firma dove cazzo vuoi”.
Intanto la tv sputacchiava una canzoncina: ”Sunday, monday happy days…”
“Uuuuh inizia inizia, Maddy inizia! Vieni presto!”
Da una porticina apparve una chiattona imponente, una bomboniera di ciccia e lardo che impiegò tre minuti a percorrere neanche due metri, Uno notò lo strato di glassa che le circondava la bocca, quando gli passò affianco sentì lo stesso odore di piscio che emanava il barbone la notte appena passata.
“Fratellino fammi spazio.” Nell'istante in cui si sedette i vasi impolverati sulle mensole smossi da un invisibile forza sismica vacillarono per un secondo.
“Ecco guarda c’è Fonzie! Ahahaha, guarda Maddy!”
“Che fico!” E una brioche intera svanì nella sua bocca.
Uno si allontanò silenziosamente da quel grottesco quadretto, fece per salire le scale quando una vocina lo chiamò: ”Signore…signore! La valigia, la dia a me!” Un bimbetto tutto rugoso vestito come un nordista gli sorrideva davanti. “Anche se sono un nanetto ho molta forza sa?”
“Ehm…ma questa valigia è molto pesante…”
“Avanti non si faccia pregare, faccio questo lavoro da cinquanta anni!”
“C-cinquanta?”Ma il nano era già svanito su per le scale.

4 commenti:

  1. grazie per i complimenti! tu sei Aleakatheeraser del forum di Filmbrutti, giusto? avevo trovato il tuo blog nella firma, e m'è sembrato parecchio interessante. ripasserò spesso

    ps: Splinder permette solo di mettere il link al sito ma non di firmarsi col nome (che furboni che sono, ci voleva tanto per mettere anche questa opzione? mah)

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  2. Aaaaah sì sì sono io! Ricambierò sicuramente le visite ;)

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  3. Fico!
    Ma metti su sto blog dedicato...è ora!!!

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