
Erotismo d’annata per questo corto la cui realizzazione è attribuita a Gabriele d’Annunzio, anzi si dice che il frate sia impersonato dal poeta stesso.
Essendo un film muto ogni tanto compaiono delle didascalie che spiegano le scene: “Le tue labbra sono margini di una ferita ardente.” Oppure: “I tuoi seni sono due scudi dalle punte aguzze.” Ma anche: “La tua natura è un fiume di porpora colmo di miele.” Senza dimenticare: “ L’umida grotta marina ove si frange l’onda del piacere mio”. Che poesia!
Ricapitolando: c’è una scena lesbo, un accenno di “submission”, un rapporto tra un prete e una donna ed una penetrazione anale, il tutto in 12 minuti girati nel 1911… mica male vero?
Ancora un grazie a Trashopolis per la segnalazione.
Gabriele D'Annunzio: l'unico ed inimitabile :)
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