
La primavera è l’innocenza del bambino che esplora il mondo con tutta la curiosità che gli appartiene.
L’estate è l’adolescenza con l’incendio di passione che divampa nel giovane discepolo.
L’autunno segna l’età adulta con i suoi dolori, errori ed orrori.
L’inverno è la morte.
Infine, ritorna la primavera, e tutto ricomincia.
Non basteranno di certo le mie parole per descrivere la bellezza di una palafitta adagiata sulla superficie di un laghetto. E non basteranno nemmeno per spiegare di come delle porte aprano mondi infiniti che non hanno pareti.
Una barca, un gatto, un sasso.
Due uomini.
E poi l’acqua, l’aria, la terra ed il fuoco.
Non c’è altro. Eppure c’è tutto.
Una visione essenziale.
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