venerdì 30 novembre 2007

L'Uno per l'Altra - Il massacro (prima parte)


“Driiiiinnn driiinnn...”

“Scusatemi un secondo.” Uno si allontanò dai colleghi con cui stava parlando e rispose al cellulare.
“Pronto?”
“Ciao my love!”
“Cioccolatino, ti ho detto mille volte di non chiamarmi mentre lavoro, ho molto da fare…”
“Lo so, ma questa è un’occasione speciale..." Pausa, poi Altra riprese : "Ci sono due ombre. Qui. A casa. Ora.”
Silenzio.
“Arrivo subito.”
“Non troppo in fretta però, voglio divertirmi almeno un pochino.”
Ma Uno aveva già riagganciato.

Le due ombre non sentirono Uno entrare in casa, erano troppo prese dalla foga.
Quando piombò in camera da letto vestito di una tuta in lattice nera bucata sugli occhi, con due fori all’altezza del naso e della bocca, e altri due in corrispondenza dei capezzoli, capirono di essere finiti nei guai. Quando tirò fuori due pistole i guai erano molto grossi.
Altra, sdraiata a letto, cominciò a ridere a crepapelle: “Ahahahahahaha tesoro mi fai morire con quel costume, sembri uno stronzo gigante!”
Ma lui non sentiva le parole della moglie. Era eccitato.
“Voi due! Schiena al muro, o vi sparo in culo!”
“Vi spara in culo, vi spara in culo gna gna.“ Fece eco Altra.
Le due ombre, nude e spaventate, eseguirono l’ordine: “T-ti prego…non farci del male, non abbiamo fatto nulla...”
Sul viso di Uno comparve un ghigno: “Hai sentito mon amour? Loro non hanno fatto nulla!”
Con un balzo si fiondò davanti alle due ombre, e puntando le pistole alle loro tempie sussurrò: “Allora piccoli pezzettini di merda che non siete altro, vi siete appena scopati mia moglie! Questo lo chiami non fare nulla?”
“Oddio caro guarda li in basso!…Quello se la sta facendo sotto!” Altra saltava sul letto come una scimmia.
Una chiazza di urina si formò ai piedi dei due uomini.
Il ghigno di Uno era scomparso. Ora c’era solo ribrezzo. “Sei come un bambino, te la fai sotto .Bene bene.”
“Uccidili! Uccidili ! Uccidili!” Altra era in preda alle convulsioni.
“No dolcezza. Visto che sono dei bambinoni ho in mente un bel giochetto per loro…”

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