giovedì 12 aprile 2018

6 Bagatelas

È passato molto tempo dalla visione di Où gît votre sourire enfoui? (2001), ma, come dire, certe cose, se così belle, non si dimenticano mai, e quindi mettendoci a parlare un attimo di 6 Bagatelas (2001), propaggine del lungometraggio appena citato, non si può che farlo in modo positivo perché il lavoro di Pedro Costa sui coniugi-cineasti Danièle Huillet e Jean-Marie Straub è più che altro un dono verso tutte le persone che hanno a cuore quella parola cava che risponde al nome di Cinema. Qui, al pari del “fratello maggiore”, assistiamo all’incursione del regista portoghese nella prassi post-produttiva del duo francese, non solo: la mdp coglie l’uomo e la donna anche al di fuori della sala di montaggio, precisamente nel giardino di casa, mentre Hulliet è impegnata a raccogliere il bucato e Straub disserta sul cinema, è una piccola grande scena esemplare: è, semplicemente, la capacità di Costa nell’infiltrarsi dentro le maglie della realtà, cosa che fa pressoché da sempre nei suoi film, per riconsegnarci un’altra possibile storia, certo, nell’opera in esame la componente documentaristica ha un peso superiore rispetto ad altri film costiani, ma vuoi per il grado di intimità che si riesce a toccare, vuoi per la profondità argomentativa che viene captata, l’impressione è che ci sia ben altro aldilà dell’omaggio a due importanti e seminali autori di ieri e di oggi. Potrà apparire strano se, come già scrissi al tempo, dico che emerge un sentimento simile alla tenerezza vedendo questa coppia vivere stralci della loro vita fatta di cinema e cultura, forse, alla fine, non si tratta affatto di sole bagatelle.

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