Sono rimasto
letteralmente stregato da Shabrang,
e forse non dovrei nemmeno stupirmi troppo perché la sua autrice,
Sevdaliza, al secolo Sevda Alizadeh, ha il physique du rôle
per essere un’incantatrice moderna. Sicuramente le
origini iraniane contribuiscono ad incrementare l’aura di malia che la circonda, ma è in generale la narrazione che dà di sé a conturbare.
Perché nella scena musicale, oggi, la narrazione è importante ed
esula dal singolo brano o dal singolo album, un esempio recente è
quello sfacciatamente pop di The Weeknd che per After Hours
ha messo in piedi un immaginario allucinato fatto di videoclip
cinematografici, performance spettacolari e outfit vermigli, tutto in
stretta continuità estetica. Per Sevdaliza la faccenda è meno
ingabbiata da certi codici anche perché è chiaro che non sussiste
la necessità di arrivare al vasto pubblico, però l’impressione
che ci sia la ricerca di un’immagine precisa, glamour-dark se mi si
passa la definizione, è evidente, basta farsi un giro sul suo
profilo Instagram o dare un’occhiata alla videografia per
rendersene conto. Ora, se ci fosse solo la costruzione a tavolino del
personaggio sarei il primo ad alzare i tacchi e andarmene, il punto è
che c’è ben altro nelle quindici tracce di Shabrang,
io, come dico sempre, non ho le competenze per parlare di musica, mi
limito a reagire di pancia, a tentare di captare quelle frequenze che
ti spingono a premere forte gli auricolari delle cuffie nelle
orecchie per isolarti dal mondo esterno facendone convergere un altro
in te. E qui, tali frequenze, le ho trovate.
Racconto di un muro - Nasser Abu Srour
11 ore fa
cavolo, bello!
RispondiEliminain cambio, se non lo conosci,
https://masin.bandcamp.com/album/calypso
ciao
No non lo conosco, grazie!
RispondiEliminahttps://www.youtube.com/playlist?list=OLAK5uy_lBxBlObyAclBJovfgqNnBR5pIUkaVQ3zo
RispondiEliminaA noi piace questa. Disuelt, inizio portisheadiano. Espesa la nuova Candidate, o eccedo? Hybrisiddo troppo, forse. Ma sì...
Mmm devo ascoltare con calma, non è roba da mordi e fuggi.
RispondiEliminaMa: voi chi?
Un gruppo di disagiati che non ne vedi la fine. Abbiamo costituito il Circolo degli esausti che si fonda sul motto bartlebyano: preferirei di no. Infatti, prima di scrivere questo nostro commento abbiamo dibattuto assai. Tra tutti i "preferirei di no" è passato un "Ma sì..."
EliminaAh.
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