martedì 30 novembre 2010

Devil

Due parole sul film di John Erick Dowdle. (occhio che spoilero)
Aldilà dei giudizi assoluti (è bello? È brutto?), lo spettatore medio che si appresta a vedere Devil (2010) va incontro ad un’opera che lo rassicura dicendogli cose che vorrebbe sentirsi dire, sempre. Il che non significa che tali cose trovino un riscontro plausibile al di fuori del contesto filmico…
L’impostazione è quasi elementare, sullo schermo vengono contrapposti in serie due principi antitetici dove uno legittima la presenza dell’altro:
- se c’è il bene c’è anche il male
- se c’è il Diavolo (la vecchia) c’è anche Dio (il sudamericano)
- se c’è una panoramica aerea rovesciata (bell’idea) ce n’è anche una normale

E via dicendo. La presenza di queste simmetrie opposte che non lascia spazio a vie di mezzo, o si è buoni (il poliziotto, le guardie, il manutentore) o si è cattivi (i cinque piccoli indiani nell’ascensore), trasporta la pellicola in territori pressoché favolistici, d’altronde Devil è prodotto da Shyamalan e c’è un vero e proprio racconto d’infanzia usato come trait d’union, che non fanno sfuggire la conclusione ad un moralistico e urticante lieto fine: se c’è il pentimento c’è anche il perdono. Auch.
Tenetevi i soldini in tasca e statevene a casa che fa un freddo porco fuori.

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