
Non è corretto parlare di zombi per questo film, bensì di contaminati. I primi arrivano nella città a bordo di un misterioso aereo, sono esseri umani che a causa di alcune radiazioni hanno bisogno di sangue umano per sopravvivere. Come in ogni zombi-movie che si rispetti il contagio avviene attraverso un morso o anche un solo graffio.
A parte alcune scene splatter, molto artigianali, ma interessanti (l’asportazione di una tetta, o la testa spappolata di Maria Rosaria Omaggio), il film ha una struttura poco avvincente, con dialoghi assurdi (il giornalista che si mette amabilmente a dialogare con la moglie nel bar mentre fuori c’è il finimondo è da oscar), e personaggi “spessi” come carta velina.
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