lunedì 22 giugno 2009

Zeitgeist - The Movie

Web-film senza fine di lucro che potete vedere direttamente sul sito ufficiale, diretto da Peter Joseph il quale nel 2008 ha girato anche il seguito: Zeitgeist - Addendum.
Il film più che uno scopo divulgativo proprio di un documentario, ha intenzioni educative, o forse sarebbe meglio affermare ri-educative. In sostanza l’obiettivo è quello di demolire le concezioni su cui la società occidentale è nata e si è sviluppata: religione, potere e denaro, per “aprire” la mente di noi uomini e renderci consapevoli di ciò che è successo, succede e succederà.

Il documentario si suddivide in tre capitoli.

Nel primo, intitolato The greatest story ever told, viene effettuata una similitudine fra Horus e Gesù. La divinità egizia ha parecchi punti in comune con il messia cristiano. Somiglianze riconducibili a questioni soprattutto astronomiche e astrologiche (i 12 apostoli come i 12 segni zodiacali, i riferimenti presenti nella Bibbia alle ere del Pesce e dell’Acquario) che possono essere applicabili anche a molte altre divinità sparse per il mondo; l’elenco è davvero lungo, ma ciò che più o meno le accomuna tutte è, come detto, da ricercare nell’astronomia, e in particolare nell’identificazione del dio con il sole. Molte pitture antiche mostrano infatti Gesù con alle spalle un sole splendente, ed anche la sua morte in croce rappresenterebbe nient’altro che una congiunzione particolare di stelle.
Oltre a tutto ciò ritornano nelle varie culture numeri ( i tre magi, il 25 Dicembre), parole e simboli.
Insomma, secondo la tesi del regista la figura di Gesù Cristo come la conosciamo noi non è mai esistita, ma è solo il prodotto di un mescolamento di valori, concezioni e canoni che hanno origine antichissima.
Non si tratta però di una critica alla religione, più che altro del primo esempio di mitizzazione di un sapere, di un qualcosa che non è mai esistito, che non è mai accaduto, ma che avendo una capillare distribuzione e, col tempo, adesione, è divenuto vera a prescindere. La storia insegna, poi, di quali stragi e orrendi crimini si sono macchiati gli uomini in nome di un ideale che, secondo il regista, non è mai esistito.

La tesi della credenza cieca ad un mito introduce il secondo capitolo: All the world's a stage. Si tratta, qui, del crollo del World Trade Center il 9/11/2001. Aldilà delle considerazioni su insabbiamenti e presunti legami col mondo islamico da parte di Bush che sono già state fatte un po’ ovunque (Youtube è pieno di video, per non parlare dei siti dedicati), mi è sembrato interessante il fatto che l’attentato alle Torri possa essere considerato un auto-attentato utilizzato come pretesto per attaccare l’Afghanistan e poi l’Iraq. Anche questa tesi non è così innovativa, ma viene confutata nel terzo capitolo, il migliore a mio avviso.

In Don't mind the men behind the curtain, viene ripercorsa la storia dell’ultimo secolo americano con particolare attenzione alle dinastie bancarie e al loro potere finanziario che ha mosso praticamente tutte le guerre del ‘900. Ciò che mi ha meravigliato è il fatto che, sempre secondo il documentario, ogni guerra è stata indotta con la forza dalle potenze americane, e dopo una mirata campagna mediaticaanche la popolazione vi ha aderito.
Qualche esempio: La Lusitania, il transatlantico affondato da un sommergibile tedesco, fu mandato appositamente in quelle acque dove si sapeva che fossero controllate dai nazisti. Questo evento segnò l’entrata in guerra degli Stati Uniti.
Ma ancora: del famigerato attacco giapponese di Pearl Harbor il presidente Roosevelt era a conoscenza da tempo. Tutto era stato pianificato mostrando un atteggiamento ostile nei confronti del Giappone: blocco delle importazioni dal Sol Levante e di tutti gli investimenti giapponesi negli Stati Uniti, finanziamenti alla Cina e la Gran Bretagna nemiche del Giappone in guerra. E tre giorni prima dell’attacco i servizi segreti australiani misero in guardia Roosevelt su una possibile offensiva giapponese. Ma il presidente li ignorò, e l’America poté entrare in guerra.
E poi: la dichiarazione di guerra degli Stati Uniti ne confronti del Vetniam avvenne nel 1964 in seguito ad un incidente riguardante l’attacco di due cacciatorpediniere americani da parte di torpedinieri nord vietnamiti nel Golfo del Tonchino. Ma questo fatto non è mai avvenuto.
La guerra nel Vietnam, secondo il regista, fu fatta non per essere vinta ma SOLO per essere sostenuta, in relazione ai meccanismi finanziari che arricchiscono chi detiene il potere.

E allora, l’11 Settembre non appare così come un semplice pretesto per mettere in moto la macchina distruttiva del potere? Da ciò che si vede sembrerebbe di sì.
Ma allora perché tutto questo? Perché uomini straricchi vogliono accumulare ancora più denaro? La risposta arriva da Nick Rockefeller, il quale confidandosi con il regista Aaron Russo disse che lo scopo di tutto ciò era di unificare il mondo sotto un potere elitario globalizzato, e di poter controllare le persone attraverso un microchip sottocutaneo.

Concludo con una breve riflessione.
La mole di informazioni fornite dal film è enorme, sia sotto un aspetto quantitativo che qualitativo. A sentire Zeitgeist gli ultimi 2000 anni della storia occidentale sarebbero una grande menzogna. È legittimo pensarlo, Dan Brown ci ha fatto una fortuna sopra, ma chi mi dice che le tesi di Peter Joseph non siano a loro volta delle menzogne? Se mi si chiede di applicare un dubbio metodico di cartesiana memoria in merito a tutto quello che mi è stato insegnato da sempre, allora lo farò anche ad un documentario di sole due ore.
C’è bisogno di analizzare le fonti, confutare tesi e ipotesi. Se ad una prova del nove Zeitgeist risulterà essere veritiero allora questo documentario avrà un’importanza epocale, ma per ora sospendo il giudizio.

3 commenti:

  1. lo vidi tempo fa, è parecchio inquietante, soprattutto l'ultima parte. Che in molte analisi e interpretazioni sia veritiero, io non ne dubito tantissimo, soprattutto la parte sulla religione cristiana, a prescindere dall'esistenza o no di Cristo è sicuramente uno degli strumenti più potenti della società capitalista, questo è risaputo. Questo documentario andrebbe proiettato su tutto il globo, anche perchè dà non pochi motivi per riflettere su cose che ormai l'uomo comune dà per certezze assolute.
    Non mi meraviglio se il documentario non ha scopo di lucro, nessuno l'avrebbe prodotto e distribuito.

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  2. Sìsì ma anche io sto dalla tua parte per quanto riguarda la religione, assolutamente.

    Comunque un altro motivo per cui non vi sono ricavi da parte di chi l'ha girato è perché secondo me andrebbe contro quell'etica che il documentario caldeggia, in quanto Joseph si arricchirebbe speculando su dei "saperi", mentre i "saperi" devono essere liberi e soprattutto accessibili. Infatti ho letto che è stato proiettato gratuitamente in alcuni luoghi.

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  3. http://ultimaepoca.blogspot.com/2009/01/zeitgeist-la-menzogna-parte-1.html

    http://ultimaepoca.blogspot.com/2009/02/zeitgeist-la-menzogna-parte-2.html

    http://ultimaepoca.blogspot.com/2009/05/zeitgeist-la-menzogna-parte-3.html





    http://ultimaepoca.blogspot.com/2009/04/zeitgeist-addendumdi-menzogne-la-verita.html

    http://ultimaepoca.blogspot.com/2009/06/zeitgeist-addendumdi-menzogne-la-verita.html

    http://www.scribd.com/doc/12915797/Zeitgeist-Aprire-la-mente-o-controllarla

    http://signoraggio.forumfree.net
    /?t=33244062

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