sabato 27 settembre 2008

Jesus Camp

Cazzo…
Ho appena staccato il film e questa è la prima parola proferita dalla mia bocca.
Il lavoro di Rachel Grady ed Heidi Ewing è un documentario del 2006 che si occupa di una comunità Evangelica americana ed in particolare di un campo estivo riservato a bambini denominato “Kids on fire school of ministry” situato sul Devil’s lake nel Nord Dakota, presieduto da un’esagitata panzona di nome Becky Fischer. Il documentario non è fazioso ma nemmeno critico nei confronti di questa comunità, si è soltanto spettatori di ciò che accade, anche se a dir la verità vorrei sapere con precisione fino a che punto il lavoro in fase di montaggio è coerente con la realtà, anche solo dal punto di vista cronologico.
Il film ha ricevuto una nomination agli oscar 2007 come “Best documentary feauture”.Non so fino a che punto sia giusto parlare di trama quando si tratta di un documentario, comunque il film parte con un sermone di Becky davanti ad una folla impietrita di bambini non più grandi di 10 anni. Alla fine della predica alcuni di essi entrano in una sorta di trance e cominciano a parlare in una lingua sconosciuta, ovvero parlano “in tongues”. Ciò che dicono apparterebbe alla lingua madre dello spirito santo. Ah.
Dopo aver fatto conoscenza con alcuni bambini Becky raccomanda loro di essere presenti al campo estivo, e loro la rassicurano neanche si trattasse Disneyland. Poi si approfondisce la vita di due di essi. Levi (aspirante pastore) studia a casa senza frequentare nessuna scuola, sua madre lo interroga sull’origine del Mondo e ovviamente prende piede il creazionismo a scapito dell’evoluzionismo.
Rachael è la bambina che più mi ha spaventato. Cerca di infondere il cristianesimo a chiunque, in un bowling si avvicina ad una tizia che sembra uscita da Bangbros dicendole cose del tipo: “Io so che Gesù ti vuole…” E le porge un volantino che la tizia prende intimidita. Mah.
Durante il campo si assiste a sconcertanti sedute in cui i ragazzini si inginocchiano piangendo a dirotto durante i sermoni e come impossessati inneggiano Gesù Cristo, i valori della fede e ogni tanto pure Bush, il che stride un attimino visto che il presidente non mi sembra proprio un tipo pacifico, e a meno che dio non abbia detto che bombardare l’Iraq è cosa buona e giusta qui c’è qualcosa che mi puzza.
Il top lo si raggiunge quando Becky afferma che Harry Potter in quanto mago è nemico di dio e non importa se esso sia un eroe o meno. Immaginatevi le facce dei ragazzini dopo questa frase.
Il film termina con un confronto tra Becky e lo speaker di una radio liberale.

È difficile non prendere posizioni nei confronti di questa comunità evangelica, durante il film ho pensato parecchie volte “ma che cazzo stanno dicendo ‘sti qua?” perché la mia formazione è stata totalmente diversa da quella di questi bambini. Mi hanno particolarmente colpito le parole di Levi quando afferma di essere spaventato quando si trova davanti una persona non cristiana, è come se questi ragazzini abbiano assimilato i dogmi della cristianità a tal punto di considerarli la Verità assoluta, e ciò che non rientra in questa Verità fa paura perché diverso ed è sbagliato a prescindere. Ciò mi perplime alquanto.
Mentre vedevo questi bambini contorcersi dalle lacrime dopo prediche in cui sostanzialmente non si dice nulla di concreto ma la solita e ripetitiva fuffa, ho provato grande pena per loro. Facendo un parallelo neanche troppo azzardato li metto sullo stesso piano di quei integralisti islamici che imbottiti di tritolo si fanno saltare in aria nel mercato all’ora di punta. I partecipanti al “camp” forse non ammazzeranno nessuno nella loro vita, ma facendo così perderanno la libertà di scegliere soggettivamente ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Se a dieci anni vengono a dirti che l’aborto è contro il Cristianesimo, ti piazzano un adesivo con su scritto “Life” sulla bocca e ti fanno vedere la riproduzione in plastica di un feto, puoi stare certo che non comprerai mai e poi mai una pillola anticoncezionale o un pacchetto di preservativi, con conseguenze che “qualcuno” ha magnificamente tradotto in prosa parecchi anni fa: "Feconda una donna ogni volta che l’ami, così sarai uomo di fede, poi la voglia svanisce ed il figlio rimane e tanti ne uccide la fame." Questa canzone la sparerei a stecca negli altoparlanti durante quei congressi.
Ma l’assurdità si raggiunge quando viene portata la sagoma di Bush sul palco e viene suggerito ai ragazzi di pregare... per la guerra. L’ho già scritto poco fa ma mi ripeto perché questa cosa mi fa troppo incazzare, cioè è un controsenso gigantesco, io se fossi stato Gesù Cristo (ammesso che esista) in quel momento avrei fulminato quella cicciona e la combriccola che si porta appresso. D’altronde anche lo speaker della radio ricorda a Becky che ciò che in passato ha distinto l’America dagli altri paesi è stata la separazione tra stato e chiesa. Già, faglielo capire a quelli.

Come si sottolinea su exxagon.it è un film che ha bisogno del vostro giudizio, per riflettere e per capire. E magari riuscire a comprendere il perché di tutto questo.

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