martedì 15 febbraio 2011

Invidia, tremenda invidia!

In questo preciso istante (ore 22:00 del 15/02/2011) più di un migliaio di persone sedute comodamente all’interno del Berlinale Palast stanno per intraprendere un viaggio che molto probabilmente segnerà la loro vi(s)ta per molto, moltissimo tempo. Va da sé che la mia invidia nei confronti di questi fortunati che vedranno in anteprima mondiale The Turin Horse non è nemmeno quantificabile, soprattutto perché a noi poveretti non restano che le briciole, ovvero questa foto, l’unica finora trapelata in pubblico. Ma nonostante sia solo un piccolo frame posso già evincere due cose: la prima è che il film sarà un Capolavoro, e la seconda è che ho trovato la prossima immagine da mettere qui sul blog.

Sbavo come un cane, hype a millemila.

E il giorno dopo arriva subito una bella intervista: eccola.

7 commenti:

  1. eh sì, ti capisco e sono d'accordo

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  2. spero sia sempre il penultimo!

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  3. Comprendo, e attendo.
    Prima o poi passerà anche di qui.

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  4. Visto proprio ieri Le armonie di Werckmeister, mi sono emozionato come poche volte in vita mia.
    E questa singola immagine di questo utilmo film, non so bene dire perchè, ma già mi mette i brividi, temo l'annichilimento totale a fine visione, come Atteone.

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  5. Beh, Le armonie di Werckmeister è, per quanto ho potuto vedere, il film più importante del nuovo secolo. E il fatto che The Turin Horse arrivi praticamente 10 anni dopo di esso, mi sembra che possa chiudere un cerchio di elevatissima profondità intellettuale, umanistica e artistica.

    Intanto sono sbucate nella notte le prime recensioni in italiano:

    http://www.cinematografo.it/recensioni/the_turin_horse/00018120_The_Turin_Horse.html

    http://www.close-up.it/spip.php?article6595

    http://www.mymovies.it/film/2011/theturinhorse/

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  6. ra le altre cose da notare in quest'edizione, il fatto che ad incassare l'Orso d'Argento-Gran Premio della giuria, e' stato un film difficile del regista ungherese Bel Tarr con il film 'The Turin Horse': un'opera davvero poco appetibile se non per i cinefili, con il racconto in bianco e nero del destino del cavallo abbracciato dal filosofo Nietzsche nel 1889 a Torino. Quasi nessun dialogo dei due protagonisti, che vivono in una fattoria sperduta battuta dal vento. Bela Tarr, noto per il suo carattere non facile, ha ricevuto il premio in pieno silenzio, evitando di andare sul palco a commentare la vittoria.

    da RaiNews24

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