lunedì 9 febbraio 2009

In Dreams

Qui la trama, perché oggi, di scrivere, zero voglia.

Questo film è come Alicia Keys, è buona ma c’ha il culo un po’ grosso.
Tale similitudine, che sicuramente mi farà entrare nella giuria di Cannes, è utile per spiegare che In Dreams è un’opera gradevole, interessante ed intrigante. Però ha qualche difetto che come un fondoschiena sproporzionato ti fanno dire: “Uff, echeccazzo!”.
Sì, perché la messa in scena è splendida. Sono superbe le riprese subacque, ma anche la fotografia del bosco, del lago e del covo del killer hanno una qualità estetica eccellente, intrisa di un’atmosfera da fiaba (In compagnia dei lupi, 1984), ma al contempo violenta e tenebrosa come solo una torbida vicenda di bambini ammazzati può essere.
E la prima metà è da spellarsi le mani. Tutto funziona alla grande, anche se si incomincia ad intuire che la carne messa al fuoco sia davvero troppa.
Aldilà di alcune leggerezze, come un ospedale in cui i pazienti possono sgattaiolare attraverso le finestre, e la “coincidenza incredibile” della vittima, che non solo viene ricoverata nella stessa clinica psichiatrica, ma addirittura nella stessa stanza e nel medesimo letto dell’assassino in cui esso era trent’anni prima, il “culo grosso” di In Dreams è la scelta unire le strade, e le vite, dell’eroina e dell’antieroe.

La genesi del killer è terribilmente confusa, roba che anche Freud non ci sarebbe raccapezzato più, e quando la Bening segue nei sogni la fuga di Vivienne (l’assassino) dalla clinica psichiatrica, la frittata è fatta.
Dopo l’incontro dei due si perde ogni interesse per il film e per il loro destino. Un po’ perché Robert Downey Jr. come cattivo è improponibile, e un po’ perché i due personaggi vengono snaturati al punto tale di diventare delle caricature di se stessi. Il passato e il presente, finora uniti solo nel sogno, si incontrano, in un minestrone di nevrosi e patologie latenti, rovesciamenti di ruoli e sdoppiamenti di personalità. Insomma, un bel caos.
Si segnalano due grandi scene di forte impatto visivo: la morte del marito dentro all’hotel abbandonato, e la caduta di Anette Bening dentro al lago con la sua auto.

Però, come ad Alicia Keys che pur avendo un deretano non proprio invidiabile, due colpi glieli darei con piacere, allo stesso tempo In Dreams merita ampiamente uno sguardo, anche se resta il rammarico per un occasione mancata.

5 commenti:

  1. > Questo film è come
    > Alicia Keys, è buona
    > ma c’ha il culo un
    > po’ grosso.

    Eraserhead SANTO SUBITO. ;-)

    /me piegato in due dal ridere.

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  2. Beh forse Downey Jr nn è in gran forma in questo film ma la bening è davvero brava, anche se è vero qualche lacuna ce l'ha a me è piaciuto tantissimo magari con un finale un po' diverso sarebbe stato interessante ^^

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  3. No ma Downey Jr è indubbiamente un grande attore, solo che nel ruolo del serial killer non ce lo vedo, e infatti ne è uscita fuori una specie di parodia.
    Comunque pensavo di essere uno dei pochi sulla faccia della terra ad aver visto questo film, siamo in due allora :)

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  4. beh si Downey jr piace anche a me ma l'avrei visto di + nei panni del poliziotto o del marito anzichè in quelli del serial killer ^^

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  5. "Però, come ad Alicia Keys che pur avendo un deretano non proprio invidiabile, due colpi glieli darei con piacere"
    ci ho riso per mezz'ora.
    Questo film mi manca, in effetti neanch'io riuscirei mai ad immaginare quella faccia buffa di Downey jr come serial Killer.

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