
Umilmente, il meglio di un blog inutile.
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L’Atalante (di Jean Vigo con Michale Simon, Dita Parlo, Jean Dastè; 1934)
Dirompente romanticismo. Poesia e amore d’altri tempi.
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Nodo alla gola (di Alfred Hitchcock con James Stewart, Farley Granger; 1948)
Praticamente un piano sequenza lungo un film. Geniale, come sempre, Hitchcock.
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Vertigo – La donna che visse due volte (di Alfred Hitchcock con James Stewart, Kim Novak; 1958)
Il capolavoro del maestro. Un must assoluto.
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Wavelength (di Michael Snow; 1967)
Cinema allo specchio.
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Segni di vita (di Werner Herzog con Peter Brogle, Wolfgang Reichmann; 1968)
Herzog alle origini.
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Anche i nani hanno cominciato da piccoli (di Werner Herzog; 1970)
Grottesca e agghiacciante metafora della nostra società.
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Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto (di Elio Petri con Gian Maria Volonté, Florinda Bolkan; 1970)
Volonté è super. Il film anche.
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Eraserhead – La mente che cancella (di David Lynch con Jack Nance; 1977)
Il più famoso film weird di tutti i tempi. Visivamente “impattoso” come pochi altri.
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La ballata di Stroszek (di Werner Herzog con Bruno S., Eva Mattes; 1977)
La danza macabra di un uomo ai margini della società che non ha più sogni.
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Nel più alto dei cieli (di Silvano Agosti con Livio Barbo, Edy Biagetti; 1977)
Gemma italica di spropositata ferocia.
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Woyzeck (di Werner Herzog con Klaus Kinski, Eva Mattes; 1979)
"Gli uomini sono come degli abissi, ti gira la testa se provi a guardarci dentro."
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Threads (di Mick Jackson con
Karen Meagher, Reece Dinsdale; 1984)
Ogni post-nuke deve fare i conti con questo film.
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Quando soffia il vento ( di Jimmy Murakami; 1986)
Bagnerà di lacrime il vostro cuore.
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Tetsuo, the Iron Man (di Shinya Tsukamoto con Tomorow Taguchi, Kei Fujiwara; 1989)
Un film così avanti che ancora adesso è difficile da capire.
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Benny’s Video (di Michael Haneke con Arno Frisch, Angela Winkler, Urlich Muhe; 1993)
La violenza suggerita di Haneke fa sempre male.
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Faust (di Jan Švankmajer con Petr Cepek; 1994)
Il Faust reinterpretato da Švankmajer. Spettacolo!
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Satantango (di Béla Tarr con
Mihály Vig, Putyi Horváth; 1994)
La storia del cinema contemporaneo passa da qui.
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Conspirators of Pleasure (di Jan Švankmajer con Petr Meissel, Gabriela Wilhelmova; 1996)
Il sesso come non lo avete mai visto.
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Totò che visse due volte (di Daniele Ciprì e Franco Maresco con Marcello Miranda, Salvatore Gattuso; 1998)
Tre storie grottesche per un film coraggioso intriso di attualità.
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Dancer in the Dark (di Lars von Trier con
Björk, Catherine Deneuve; 2000)
Un von Trier che stringe alla gola come se fosse un cappio.
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Le armonie di Werckmeister (di Béla Tarr con Lars Rudolph, Peter Fitz; 2000)
La sintesi totale fra immagine, suono e significato.
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Little Otik (di Jan Švankmajer con Veronika Zilkova, Jan Hartl; 2000)
Una fiaba nera in puro stile Švankmajer. Visione obbligatoria.
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Address Unknown (di Kim Ki-duk con Ban Min-jung, Dong-Kun Jang; 2001)
Kim Ki-duk sa come fare male.
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Father and Daughter (di Michael Dudok de Wit; 2001)
Tutto, ma veramente tutto, dentro 8 minuti.
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Ichi the killer (di Takashi Miike con Tadanobu Asano, Nao Omori; 2001)
Il film di Miike più conosciuto in occidente. Fracassone ed estremo, una goduria per gli occhi.
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L'ultimo posto sulla Terra (di Artour Aristakisian con Anna Chernova, Vitaliy Khaev; 2001)
L'amore non ci salverà.
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Japón (di Carlos Reygadas con Alejandro Ferretis, Magdalena Flores; 2002)
Un film immenso.
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Magdalene (di Peter Mullan con Eileen Walsh, Geraldine McEwan; 2002)
Un intenso spaccato dell’Irlanda religiosa del passato.
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Primavera, estate, autunno, inverno... e ancora primavera (di Kim Ki-duk con Oh Yeong-su, Kim Ki-duk; 2003)
Il regista coreano è un poeta dell'immagine, e questo film ne è la conferma.
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Dogville (di Lars von Trier con Nicole Kidman, Harriet Andersson, Paul Bettany; 2003)
Se prendi a calci un cane, chi è la bestia? Tu, o lui?
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Memories of Murder (di Bong Joon-ho con Song Kang-ho; 2003)
La Corea del Sud è la seconda patria di ogni cinefilo che si rispetti.
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Ferro 3 - La casa vuota (di Kim Ki-Duk con Hee Jae, Seoung-yeon Lee; 2004)
Un grande capolavoro silenzioso.
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Tropical Malady (di Apichatpong Weerasethakul con Banlop Lomno, Sakda Kaewbuadeei; 2004)
Una prima parte sorniona bilanciata da un secondo tempo monumentale.
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Il gusto dell'anguria (di Tsai Ming-liang con Lee Kang-sheng; 2005)
Il finale lascia ferite profonde dentro di noi.
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Il vento fa il suo giro (di Giorgio Diritti con Thierry Toscan, Alessandra Agosti; 2005)
Un film italiano che ha tanto da dire. Ascoltatelo.
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L'arco (di Kim Ki-duk con Han Yeo-reum, Jeon Sung-hwan; 2005)
Delicato come il suono di un violino immaginario.
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I Don't Want to Sleep Alone (di Tsai Ming-liang con Lee Kang-sheng; 2006)
La solitudine, l'amore, l'apocalisse.
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INLAND EMPIRE – L’impero della mente (di David Lynch con Laura Dern, Jeremy Irons, Justin Theroux; 2006)
Una struttura complessa per un’idea semplice. Gigantesco capolavoro.
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Taxidermia (di
György Pálfi con Csaba Czene, Marc Bischoff; 2006)
Ci sono film superiori a questo nel blog, ma Taxidermia ne incarna perfettamente lo spirito.
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The Fall (di Tarsem con Catinca Untaru, Lee Pace, Justine Waddell; 2006)
Quando basta l'estetica.
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Pingpong (di Matthias Luthardt con Sebastian Urzendowsky; Marion Mitterhammer; 2006)
Un altro pezzettino del nostro mondo che si sgretola.
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Daisy Diamond (di Simon Staho con Noomi Rapace; 2007)
Piccoli von Trier crescono.
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Import/Export (di Ulrich Seidl con Ekateryna Rak, Paul Hofmann; 2007)
Acidissimo ritratto della nostra società. Seidl è (quasi) un grande.
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Ploy (di Pen-Ek Ratanaruang con Lalita Panyopas, Ananda Everingham; 2007)
A Kubrick sarebbe piaciuto molto.
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PVC-1 (di Spiros Stathoulopoulos con Hugo Pereira, Alberto Sornoza; 2007)
Qui non si tratta di vedere un film ma di viverlo.
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Love Exposure (di Sion Sono con Takahiro Nishijima, Sakura Andô; 2008)
Sintesi e oltre. Più Sono di così non si può.
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Antichrist (di Lars von Trier con Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg; 2009)
Quando un regista non fa un film, ma è il film che fa.
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Dogtooth (di Yorgos Lanthimos con Chirstos Stergioglou, Michele Valley; 2009)
LA metafora sul dispotismo è pronta e servita.
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Ne change rien (di Pedro Costa con Jeanne Balibar; 2009)
Un film da guardare col terzo orecchio.
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The Temptation of St. Tony (di Veiko Õunpuu con Taavi Eelmaa; 2009)
L'accecante bellezza del Cinema.
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Bibliothèque Pascal (di Szabolcs Haidu con Orsolya Török-Illyés, Andy Vasluianu; 2010)
Il cinema è (un) sogno.
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Le quattro volte (di Michelangelo Frammartino; 2010)
Un film che aiuta a conoscerti.
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Lo zio Boonmee che si ricorda le vite precedenti (di
Apichatpong Weerasethakul con Thanapat Saisaymar, Jenjira Pongpas; 2010)
Cinema che libera.
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Naufragio (di Pedro Aguilera con Solo Touré, Kandido Uranga; 2010)
Il mistero dell'Uomo.
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Hors Satan (di Bruno Dumont con David Dewaele, Alexandra Lemâtre; 2011)
Il cinema fa miracoli.
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Michael (di Markus Schleinzer con Michael Fuith, David Rauchenberger; 2011)
... perché?
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Il cavallo di Torino (di Béla Tarr con János Derzsi, Erika Bók; 2011)
Il capitolo conclusivo di un'epoca. La nostra.
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Holy Motors (di Leos Carax con Denis Lavant, Eva Mendes; 2012)
Carax, Carax e ancora Carax.
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Post Tenebras Lux (di Carlos Reygadas con Adolfo Jiménez Castro, Nathalia Acevedo; 2012)
Il Male è qui. O forse no.
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Tabu (di Miguel Gomes con Teresa Madruga, Ana Moreira; 2012)
Il cinema è ricordo e raccordo della vita.